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16.11.2014

A.R.S. – Art Resistance Shoah – Una mostra per raccontare la Resistenza cerca opere d’arte

di ANPPIA Nazionale

Nel cammino che porterà a celebrare il 70esimo anniversario della Liberazione

Arte per raccontare la Resistenza, e la storia dell’Italia. A Reggio Emilia l’Istituto Istoreco e l’ANPI si preparano a ricordare un anniversario importantissimo, il 70esimo dalla Liberazione, con una mostra di opere artistiche interamente dedicate alla Resistenza. E per farlo, chiedono aiuto al territorio, alle famiglie, agli enti, a tutte le realtà che operano con l’arte e con la memoria. A Reggio come in tutto il territorio nazionale. A seguire direttamente questo progetto vi è il percorso A.R.S. – Art Resistance Shoah dedicato alle arti visive nella memoria storica, coordinato da due storici dell’arte di Istoreco, Elisabetta Del Monte e Salvatore Trapani. Già negli anni passati sono state realizzate iniziative in questo senso e ora si vuole allargare il raggio di azione, con una mostra sulla Resistenza, che verrà allestita a Reggio, dal marzo all’aprile 2015, e poi a Correggio, dall’aprile al maggio 2015. La mostra avrà più sezioni perché il taglio scientifico, pensato dai nostri curatori, richiede differenti punti
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16.11.2014

Furto a Dachau: sparito il cancello con la scritta “Arbeit Macht Frei”

di ANPPIA Nazionale

La ferita aperta in uno dei primi campi di concentramento costruiti in Germania dai nazisti

Dopo la grande scritta sovrastante il cancello di ingresso del campo di Auschwitz, il cancelletto di Dachau. Ad attirare l’attenzione dei ladri, anche questa volta, è la scritta Arbeit Macht Frei, il lavoro rende liberi, che decine di migliaia di deportati da tutta Europa hanno visto all’ingresso nel campo. Il cancelletto è stato scardinato e rimosso nella notte, e ora la sua assenza, per la prima volta dopo 81 anni, segna anche visivamente la ferita inferta una volta di più
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14.11.2014

Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato: braccio giudiziario del fascismo

di ANPPIA Nazionale

Convegno di studi e di memoria, con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, promosso da ANPPIA, Corte Suprema Cassazione, e Ordine Avvocati di Roma. 25 Novembre ore 15 presso il Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour, Roma - Aula del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati

Ottantotto anni or sono, con la legge 25 novem-bre 1926, n. 2008 (intitolata “Provvedimenti per la difesa dello Stato”), il regime fascista, avvalendosi di un Parlamento asservito, istituiva il così denominato Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, in palese violazione dell’art. 71 dello Statuto, che faceva divieto della creazione di tribunali straordinari. Con la stessa legge vennero create nuove figure criminose dirette alla repressione del dissenso politico, e si reintrodusse la pena di morte ‒ già abolita in via generale
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ANTIFASCISTI

Barontini Anelito

Castagneto Carducci (Li) il 21.4.1912 - Sarzana 11.5.1983, residente a Sarzana (Sp), tornitore, comunista.

Licenziato per aver rifiutato la tessera del fascio, è comunista attivo dal 1932. Viene denunciato al Tribunale Speciale il 16 agosto 1937 mentre era in stato d’arresto per partecipazione ad associazione sovversiva.   L’8.3.1938 viene condannato a 4 anni di
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Porcari Luigi

Parma 24 dicembre 1905 - Roma 16 febbraio 1986

Luigi Porcari, dapprima calzolaio, poi libraio ambulante e infine, dopo la Liberazione, dirigente politico e sindacale. Dopo una prima giovinezza all’insegna di un ribellismo istintivo, resta profondamente colpito dall’esperienza delle Barricate a Parma nell’agosto del 1922, momento esaltante in cui
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L'ANTIFASCISTA

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Tra ausiliarie, delatrici e spie, il ruolo delle donne nella Repubblichetta fascista

Un libro della ricercatrice Roberta Cairoli (Dalla parte del nemico) racconta l’altra faccia del regime al femminile

Ragionare sulla violenza subita nelle sue diverse forme è indispensabile pensando alle “guerre totali” del 900, a situazioni in cui la dimensione privata e quella pubblica si mescolano e si intrecciano ad avvenimenti che calano sulle popolazioni locali fino a travolgerne le abitudini, i pensieri, le reti di relazioni. Ecco ad esempio l’esperienza del collaborazionismo, vischiosa e ambigua, che genera da motivazioni diverse, da vissuti ordinari o eccezionali, che fatica ad essere rivendicata e si nasconde invece spesso dietro la dichiarata incapacità di comprendere le conseguenze di una delazione, di riconoscere un “nemico” in quanto tale. La ricostruzione di storie di collaborazionismo è dunque difficile, deve basarsi su fonti diverse,
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