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03.10.2014

On line il numero di Agosto-Luglio 2014 de “L’antifascista”!

di ANPPIA Nazionale

Il bimestrale dell'ANPPIA si può leggere on line con l'iscrizione al sito www.anppia.it

On line il numero di Luglio-Agosto 2014 de “L’antifascista”! In questo numero da segnalare un’inchiesta di Saverio Ferrari, “Curve pericolose”, sulla violenza e l’infiltrazione dell’estrema destra tra il tifo organizzato in Italia. Un problema che non è certamente solo sportivo, ma riguarda la società e la politica italiana, e come tale andrebbe affrontato. Un’intervista al giornalista del “Corriere della Sera” Aldo Cazzullo, la sua idea di memoria, tramite il suo libro “Viva l’Italia”. Carlo Tognoli scrive della ricostruzione di Milano, lui sindaco della città meneghina dal 1976 al 1986, racconta di quegli anni del dopo guerra dove Milano è diventata quello che ora vediamo, nel suo dinamismo, nella sua parte più positiva. Una bella analisi storica sulla Repubblica Sociale è l’articolo a firma di Mimmo Franzinelli, ricostruita sulle basi di fonti ufficiali della stessa RSI. Aldo Giannuli invece fa un’analisi del Movimento Cinque Stelle, con lucidità e obbiettività ne traccia lati positivi, negatività e prova a dare una ragione del
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28.09.2014

Qualche volta Roma ha un cuore piccolo

di Guido Albertelli

Messaggio del Presidente dell'ANPPIA Guido Albertelli, sulla "sepoltura" di Rosario Bentivegna e Carla Capponi

E così alla fine le ceneri di Carla e di Rosario sono in fondo al Tevere. Dopo questa vicenda laggiù non ci sono solo le ceneri dei due partigiani, ma ci sono anche quelle di uno spirito di resistenza unitaria di una resistenza apolitica, di un non coordinamento tra le associazioni alla memoria e di un mancato gesto di coraggio, verso due giovani ventenne che hanno rischiato a suo tempo la vita per un atto di guerra contro l’invasore. Dopo
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23.09.2014

Le ceneri dei partigiani Capponi e Bentivegna disperse nel Tevere

di ANPPIA Nazionale

La figlia Elena disperde le loro ceneri nel Tevere. Un dolore profondo per la memoria di tutti gli antifascisti.

Le parole di grande rammarico del Presidente dell’ANPI Provinciale di Roma Ernesto Nassi, alle quali l’ANPPIA Nazionale si associa fermamente. Una sconfitta per gli antifascisti e i democratici di questo paese, che non hanno potuto evitare un epilogo non degno del ricordo di queste due figure eccezionali della storia d’Italia. Le ceneri dei partigiani Capponi e Bentivegna disperse nel Tevere. Dolore e rammarico per la conclusione di questa vicenda, una macchia nera della democrazia che dimostra la volontà di dimenticare
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ANTIFASCISTI

Di Vittorio Giuseppe

Cerignola (Fg) l’11.8.1892 - Lecco 3.11.1957; giornalista ed ex deputato, comunista.

Inizia l’attività sindacale a 13 anni, dopo aver iniziato a lavorare nei campi all’età di 8 anni perchpè rimasto orfano: “di sveglia intelligenza e di limitatissima cultura, che ha acquisito leggendo continuamente giornali e opuscoli”. Segretario del circolo socialista di
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Amendola Pietro

Roma il 26.10.1918, ivi residente, studente in legge, comunista.

Figlio di Giovanni Amendola, durante gli studi universitari dà vita, insieme ad altri intellettuali ed operai a una organizzazione comunista, arrestato nel gennaio del 1940, è deferito al Tribunale Speciale.   Il 16.5.1940, è condannato, per appartenenza ad associazione sovversiva,
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L'ANTIFASCISTA

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Mio padre è ancora la guida spirituale che ispira le mie scelte esistenziali

A colloquio con Adriana, l’ultima figlia di Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, il coraggioso comandante del Fronte Militare Clandestino che pagò con la vita la sua generosa opposizione ai nazifascisti

Il 24 marzo ricorre il settantesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine dove, per mano dei nazisti capitanati dall’ufficiale delle SS Herbert Kappler, persero la vita 335 persone. Tra questi l’ufficiale Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, che all’epoca era il comandante del Fronte Militare Clandestino. Montezemolo, una figura di grande rettitudine, era diventato tenente colonnello per meriti e partecipò anche all’incontro tra Hitler e Mussolini al castello di Klessheim vicino Salisbugo, proprio per il suo spiccato senso diplomatico. Dopo il 25 luglio ’43 si guadagna enorme fiducia da parte di Badoglio: il 23 settembre fugge in condizioni romanzesche dal Ministero della Guerra ed entrato
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