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SANT'ANNA
DI STAZZEMA
A
cinquantasette anni dall'eccidio
di
Gian Piero Lorenzoni
(Sindaco di Stazzema)
12
agosto 2001, 57° anniversario dell'Eccidio di S.Anna di Stazzema.
La commemorazione è ancora un momento importante e si inserisce
fra le celebrazioni che ricordano i massacri che insanguinarono il nostro
Paese, utili ad illustrare la geografia del terrore imposta all'Italia
dal nazifascismo e l'Eccidio di S. Anna costituisce, nella sua disumana
ferocia, uno dei momenti più terribili dell'abiezione raggiunta
dalle truppe nazifasciste in Italia.
Ancora dopo 57 anni è possibile affermare che la nostra attuale
libertà dipende anche dal sacrificio di quelle donne, vecchi
e bambini che furono inconsapevolmente e loro malgrado, testimoni e
vittime di quell'orrendo massacro.
Non è possibile seppellire le idee che produssero la libertà
e una piena cultura di pace, di solidarietà e di giustizia, i
migliaia di martiri delle stragi nazifasciste non furono certamente
vittime della loro idea, ma piuttosto della cultura della sopraffazione,
della guerra, dell'odio, contro le quali combatterono fino al sacrifico
estremo della vita.
E' ancora necessario affermare e rivendicare che con la Resistenza gli
italiani dettero dignità all'Italia, che furono e sono fondamento
per una democrazia repubblicana, dettando i principi per una nuova convivenza
civile.
I 560 morti di S. Anna sono , al pari dei martiri per la libertà,
la base della Carta Costituzionale, il patrimonio che garantisce la
nostra democrazia.
Il ripresentarsi sulla scena europea ed internazionale, in un silenzio
allarmante, di movimenti e ideologie che i richiamano apertamente al
nazismo e al fascismo, e che ricorrono a violenze e attentati contro
immigrati, ebrei, gente di colore, devono farci sentire ancor più
pressante questo nostro impegno a non dimenticare, a schierarci per
la difesa della democrazia e della libertà, a contrastare ogni
tentazione di intolleranza e odio nei confronti di ogni uomo della terra.
Tutto questo costituisce e rappresenta, in questo nuovo millennio, per
le generazioni nate dopo la Guerra di Liberazione e per quelle che verranno,
un valore, un testamento, una preziosa eredità.
S. Anna, i superstiti, i familiari delle vittime, noi tutti, abbiamo
il bisogno di avvertire il consenso e il sostegno al nostro operare
e desideriamo condividere il fardello del lutto, il dovere della vigilanza,
l'impegno ad essere, sempre, costruttori di pace.
Formare alla pace, educare alla giustizia ed alla libertà sono
strumenti attraverso cui ricordiamo le vittime dell'Eccidio di S. Anna
e di ogni eccidio d'Italia e del mondo, nell'intento di dare, al loro
sacrificio, una possibilità di riscatto. E il riscatto ha come
base la giustizia. Le stragi nazifasciste compiute dal settembre 1943
al giugno del 1945, sono a tutt'oggi rimaste impunite; eccidi, stragi,
stupri, rapine, omicidi, ogni forma di violenza, anche le più
inimmaginabili. Lasciarono sul terreno quindicimila vittime innocenti,
c'è chi dice anche di più, molte di più.
Il cammino è ancora lungo e difficile. Per arrivare alla tanto
auspicata conclusione c'è bisogno di ogni energia, di ogni richiamo,
per rendere evidente questa mostruosa pagina della nostra storia.
Il testo del Manifesto-Appello qui riprodotto vuole essere l'invito
ad ogni Ente, Associazione e cittadino per l'adesione e il sostegno
a questa sacrosanta battaglia civile e morale.
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