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G8
di Genova
Un
ringraziamento ai genovesi
di
Elena Majorana
La
decisione di andare a Genova l'abbiamo presa quasi all'ultimo minuto,
la possibilità di anticipare una settimana di ferie ci ha tolto
ogni dubbio, così mio marito ed io siamo partiti, lunedì
16 luglio, in modo da poter seguire il dibattito.
Un anticipo del Social forum lo abbiamo già alla stazione di
Catania, dove incontriamo amici e compagni anche loro in partenza. Per
tutto il viaggio discutiamo dei dibattiti da seguire, delle piazze tematiche,
delle nostre aspettative e di come sarà possibile capitalizzare
quell'esperienza nella nostra realtà quotidiana di resistenza
e opposizione ad una globalizzazione che in nome degli interessi economici
di pochi, calpesta i diritti di milioni di donne, uomini, bambini e
bambine, ed i cui effetti si vedono anche da noi, Sud del ricco Nord.
All'arrivo Genova appare spopolata, ci sentiamo osservati con curiosità
dai pochi genovesi rimasti, ma non sentiamo ostilità, anzi sono
gentili e danno volentieri informazioni su come arrivare a Piazzale
Kennedy, Convergence Point del G.S.F.
Il programma del Genoa Social Forum è intenso e ricco, ed è
difficile scegliere tra le tante sessioni tematiche che indagano la
globalizzazione in ogni suo aspetto: gli effetti sulle economie locali
e sul lavoro, sui diritti e sulle forme di organizzazione sociale.
In affollatissime assemblee si confrontano esperienze molto diverse:
dalle pratiche femministe a quelle del movimento per l'abolizione del
debito; dalle testimonianze di Médicins sans frontières
a quelle di Oronto Douglass sulla violazione dei diritti in Nigeria
da parte dell'Agip; dalle lotte per l'occupazione delle terre dei contadini
brasiliani a quelle del francese Bové contro gli "ogm".
Esperienze diverse ma legate da un unico filo conduttore: opporsi ad
una globalizzazione che tutela i privilegi di pochi per una globalizzazione
dei diritti per tutti e della solidarietà fra i popoli.
Per tutto ciò il 19 partecipiamo in migliaia ad un corteo dei
Migranti, manifestazione bella, colorata, pacifica.
Poi, su tutti, il giorno dopo si è abbattuta una violenza cieca
e brutale che, purtroppo, ha visto tra i protagonisti diversi tutori
dell'ordine pubblico. Le cronache dell'estate hanno ampiamente raccontato
queste violenze, dimenticando spesso di dire perché centinaia
di migliaia di donne e uomini provenienti da tutto il mondo sono andati
a manifestare a Genova.
Io preferisco ricordare i tanti cittadini di Genova, città Medaglia
d'oro della Resistenza, che hanno offerto cibo, acqua e hanno aperto
le loro case ai pacifici manifestanti smarriti fra atti vandalici dei
Black Block, fumogeni e cariche gratuite della polizia.
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