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L'altra
Resistenza.
I militari italiani internati in Germania
di
Alessandro NATTA
Cinquantaquattro
anni dai fatti narrati, 43 da quando il libro è stato scritto. Pochi
testi avrebbero resistito con uguale vigore alla prova del tempo. C'è
riuscito Alessandro Natta con L'altra Resistenza, I militari italiani
in Germania.
Più di 600 mila furono i militari internati in Germania dopo l'armistizio
quell'8 settembre 1943. Trattamento durissimo da parte degli ex alleati,
simile a quello riservato ai nemici peggiori: sovietici, polacchi e
fino a un certo punto anche gli ebrei. 600.000 militari privi di tutto,
abbandonati dai tradizionali enti di assistenza, demoralizzati, sottoposti
a pressioni morali e fisiche di ogni genere perché, almeno formalmente,
cedessero e riconoscessero la nuova realtà fascista: la repubblica sociale
italiana.
Eppure la stragrande maggioranza di essi rifiutarono ogni collaborazione
e preferirono affrontare quelli che sarebbero stati ancora 20 lunghi
mesi di prigionia, di fame, di privazione di ogni tipo. E' per questo
che essi a pieno titolo sono oggi riconosciuti Resistenti al pari dei
partigiani che operarono in Italia o all'estero.
L'8 settembre fu - afferma Natta - lo scoppio di una passione antitedesca
più che la razionale volontà di un mutamento politico. Il sollievo che
il 25 luglio si era espresso in gioia per la fine di un incubo, si velò
all'armistizio per la preoccupazione e l'incertezza del futuro.
Per la grande massa dei nostri soldati che erano lontani dalla Patria,
isolati, a contatto con i tedeschi, il problema immediato da affrontare
non poteva essere che quello di fare i conti con i vecchi alleati. In
una situazione come quella delle isole dell'Egeo, ad esempio, si intuiva
che l'unica via era quella di togliere di dosso un esercito che non
poteva essere ormai che nemico, o forse lo era stato anche prima. O
si riusciva a gettare a mare i tedeschi, e restare, padroni del campo,
o la nostra sorte era segnata: il dilemma non presentava alternative.
Ma se la questione era chiara per i militari, altrettanto non lo era
per gli alti comandi che accentuavano le ambiguità e le incertezze del
governo Badoglio.
Si partì dalla ridicola convinzione che i tedeschi non avrebbero assunto
alcuna iniziativa ostile.
I comandi tedeschi, invece, si mossero, eccome. "L'irresolutezza e la
contraddittorietà dell'atteggiamento dei comandi furono uno dei motivi
che determinarono la caduta del presidio di Rodi e dell'intero Egeo,
dove pur non mancarono ufficiali capaci e coraggiosi che seppero prendere
l'iniziativa e battersi con accanimento".
Su questi tempi ha inizio un dibattito severo, serrato che coinvolgerà
militari e ufficiali e che durerà fino alla liberazione e darà un contributo
determinante al crearsi di una coscienza nuova e democratica. Attraverso
le maglie della censura filtrano nel campo le notizie sulle vittorie
degli alleati e anche quelle relative ai partigiani in Italia. Il tutto
infonde il coraggio per affrontare con dignità le ultime lotte.
Questo breve profilo della resistenza nei lager - conclude Natta - non
sarà stato inutile solo se avrà la forza di rinnovare in altri il ricordo
e il bisogno di dire, l'interesse e l'impegno di una più profonda ricerca.
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Einaudi
Editore
A.
NATTA
L'altra Resistenza.
I militari italiani internati in Germania
pp.
141
£.
16.000
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