RECENSIONE di GEORGES DE CANINO

 


FERTILITA' DELLA MEMORIA

di Oreste Bisazza Terracini

 

Il tempo è dolce
come sapore
di fichi settembrini.
Tenero
come sorriso di bambini.
Alle mie spalle
il sole, basso
che scompare.
Di fronte: il mare.
Il golfo di Patrasso
sfiorato appare
da vento fioco.
Lo stesso vento
esegue
con gli ulivi
un gioco.
La terra
ha l'ultimo calore
dell'estate condito d'erbe
profumate.
Un suono d'acqua
udito
come fiato fosse
d'angelo sopito.
Il getto
cade nella fonte
e si disperde
il tonfo
come la luce sperde
l'orizzonte.
Ho tra le mani
un pezzo di gavetta
ed un fucile
senza baionetta.
Questo ricorda
a Cefalonia i morti
che dentro il cuore
paiono risorti.
E l'acqua
che s'affanna
nella fonte
si mescola col pianto
addolorato
che mille e mille madri
hanno versato.

Questa poesia "Il tempo è dolce" di Oreste Bisazza Terracini è tratta da "Humus - Fertilità della memoria" una raccolta operata non dallo stesso autore ma da Georges De Canino che ha voluto tributare un omaggio così ad un poeta schivo. Così dice nella sua introduzione Georges De Canino:
"I veri poeti nascono e rimangono liberi, ed il loro destino sarà fulminante. Altri sommano esperienze e scelte, perfezionando la loro voce, la lingua, la costante invenzione e l'ispirazione creativa. Nella diversità delle voci della poesia contemporanea incontriamo poeti che, apparentemente, sono persone comuni, difficilmente identificabili come diversi e migliori, ma è certo che, dietro una normale quotidianità esistenziale, a volte scopriamo "eroi" di personalità eccezionale. Ripenso al premio Nobel per la letteratura Saint John Perse, diplomatico francese e straordinario poeta, ed all'italiano Umberto Saba, che dalla sua libreria antiquaria triestina era riuscito a creare un rapporto culturale altamente moderno tra intellettuali, artisti e poeti del novecento.
"Come e quando un uomo è riconosciuto poeta? E' forse il poeta stesso a doversi necessariamente riconoscere e come tale a proporsi a coloro i quali fruiranno della sua arte? E' la natura intrinseca ed intima del poeta che stimolerà la risposta a tali domande ed ad ogni altro interrogativo che la poesia d'ogni tempo ci obbliga a formulare.
"L'Associazione Nazionale Reduci della Prigionia, dall'Internamento e dalla Guerra di Liberazione, ha voluto onorare questo poeta schivo, pubblicando una breve raccolta di splendidi versi, dei quali alcuni legati alla memoria, nell'anno in cui, per la prima volta, la Repubblica Italiana ha dedicato una giornata al ricordo ed alla riflessione sul sacrificio del popolo ebreo perseguitato e sterminato in Italia e in Europa, oltre che al ricordo dei militari italiani internati nei lager tedeschi e della lotta di tutti gli oppositori del nazifascismo.
"Le poesie di Bisazza Terracini, da me raccolte sotto il titolo Humus, fertilità della memoria, daranno modo al lettore di scoprire che la memoria, che spesso ammanta i pensieri futuri di amare incertezze, può altresì accendere, con la propria fertilità, nuove luci".

Oreste Bisazza Terracini è nato nel 1939 e vive a Roma dal 1945, avvocato di professione, presidente aggiunto dell'Associazione Internazionale Giuristi ebrei, governatore dell'Università Ebraica di Gerusalemme, componente della Società Europea di cultura, presidente della Commissione Cultura dell'A.N.R.P. Le sue radici affondano nella cultura italiana tradizionale degli studi classici passata attraverso il filtro della componente ebraica che non lo ha abbandonato fin dalla nascita.
Ha cominciato a scrivere giovanissimo, pubblicando dal 1959 su giornali e riviste.
L'A.N.R.P. ha curato questa raccolta di versi per onorare un autore, che bambino, ha trascorso due anni in campo di concentramento e di tale passato ha saputo riporre nella sua opera delicata e consapevole memoria.




Poesie

Edizione A.N.R.P.2001

pagg.103