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22.11.2017

Ciao Gracco.

di Anppia

Proseguiremo il nostro impegno antifascista anche in tuo nome


L’Anppia Nazionale ricorda commossa Ezio Antonioni, il partigiano Gracco, presidente onorario dell’Anppia di Bologna scomparso oggi.

Lo ricordiamo con le parole del Presidente dell’ANPPIA di Bologna e vicepresidente nazionale Massimo Meliconi.

“E’ scomparso Ezio Antonioni, antifascista, partigiano,Consigliere comunale a Bologna, uomo delle istituzioni nella città che risorse dalla guerra. E’ stato Presidente dell’Anppia di Bologna dal 1995 al 2011,quando , a causa di problemi di salute, dovette ritirarsi, così chi scrive andò a ricoprire quell’incarico ( lui era ovviamente Presidente Onorario ). Ho parlato con lui tante volte, poi la sua salute non gli permise neanche più di dialogare. E’ stato uno degli uomini che ha ricostruito questa città, facendone un esempio per molti, prima con la lotta antifascista, poi con la Resistenza, poi con l’idea di costruire una società pacifica e giusta dopo il disastro del ventennio. Un ricordo commosso e un abbraccio a tutta la sua famiglia, solo questo, perché le parole in certi casi sembrano troppo poco, e l’idea che l’esempio di Ezio vada onorato con l’impegno e la concreta attività, oggi ce n’è bisogno, lo sappiamo, in fondo glielo dobbiamo”.

Ezio Antonioni era nato il 13 marzo 1923 a San Lazzaro di Savena, in frazione Croara, da famiglia antifascista: il suo stesso nome fu scelto dal padre per ricordare suo cugino Ezio Villani, arrestato con l’accusa di aver partecipato agli scontri tra socialisti e fascisti avvenuti nei pressi del Castello Estense di Ferrara, il 21 dicembre 1920, e che era all’epoca in carcere da tre anni .

Alla fine del 1923 la famiglia (i genitori e i due figli) si trasferisce in località Roveri, nella periferia nord-est di Bologna, dove il padre apre una bottega di generi alimentari che condurrà per quasi quarant’anni. L’attività autonoma lo rende economicamente indipendente, libero di non di dover aderire al fascismo e «prendere la tessera» per lavorare.

Alle Roveri la famiglia diventa ben presto punto di riferimento dell’antifascismo bolognese, guardata con sospetto dai fascisti locali: nel 1929  il padre di Ezio viene schiaffeggiato, davanti ai due figli bambini, dai fascisti al seggio delle elezioni plebiscitarie del regime.

In questo contesto Ezio matura la sua convinzione antifascista e comunista che lo porterà a 20 anni, dopo l’8 settembre a mettersi a contatto con i primi gruppi partigiani che si stanno organizzando nell’Appennino tosco-emiliano.

Alla fine di febbraio 1944, parte per il Veneto per raggiungere un distaccamento partigiano bolognese, soluzione transitoria per allontanarsi dalla città dove è ricercato per aver disertato i bandi di arruolamento della Repubblica sociale.

Sceglie il nome di battagli di “Gracco” in onore di Gaio Gracco, tribuno del popolo.

Diviene ben presto  vice commissario politico della Brigata Gramsci, in seguito Gruppo Brigate Gramsci, della Divisione Belluno, che opera nel Feltrino.

All’inizio della primavera del 1945 sarà proprio Antonioni su indicazione del Comitato di liberazione nazionale di Feltre ai trattare la resa insieme con Piero Bonato, un giovane democristiano, dei tedeschi stanziati a Belluno.

Pochi giorni dopo, la Brigata Feltre e il Gruppo delle Brigate Gramsci entreranno in città, accolti con grande entusiasmo dalla folla; è il Primo Maggio 1945.

Per i meriti avuti nella Lotta di Liberazione, Antonioni è insignito della cittadinanza onoraria dal Comune di Vittorio Veneto e della Città di Belluno, entrambe decorate con la Medaglia d’oro al valor militare.

Fu poi dirigente del PCI nel bellunese ma soprattutto a Bologna, dove  insegnò alla Scuola quadri di Bologna «Anselmo Marabini»,  e consigliere comunale ed assessore tra il 1965 e il 1980.

Fino al 2011 è stato Presidente dell’Anppia bolognese.

 

 

 

 


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