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NEWS
20.11.2017

Settantadue anni fa iniziava il Processo di Norimberga contro i crimini di guerra nazisti

di ANPPIA

Nessun criminale di guerra italiano è mai stato processato


Il 20 novembre 1945 iniziava la prima fase del gruppo di processi ai nazisti coinvolti nei crimini della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah.

L’idea di processare i criminali nazisti fu presa nell’ottobre del 1943, a Mosca nel corso della terza Conferenza tripartita dai ministri degli Esteri di Gran Bretagna, USA e URSS. Qui gli Alleati stabilirono che i criminali di guerra tedeschi fossero puniti per una “decisione comune”, che condusse all’istituzione di un  Tribunale Militare Internazionale che doveva processare i principali criminali del nazismo.

Tra tutti i processi il più noto è quello che vide imputati 24 dei più importanti gerarchi nazisti che non erano fuggiti all’estero o erano morti nel corso della Guerra.

Il gruppo di avvocati che guidò l’accusa lavorò per mettere insieme e a disposizione di tutti i documenti sugli impressionanti crimini commessi dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, compreso il periodo dell’Olocausto. Diciannove gruppi di indagine consultarono i registri, intervistarono i testimoni e fecero sopralluoghi sui luoghi delle atrocità per mettere insieme le accuse. Il timore era che  “se non fosse stata messa insieme la documentazione, le generazioni future non avrebbero creduto all’orribile verità”;  “Lo scopo del processo di Norimberga” dunque “non era semplicemente condannare i leader della Germania nazista… La cosa più importante era tenere traccia per i posteri di ciò che aveva fatto il regime di Hitler”.

Inoltre per evitare qualsiasi accusa di avere proposto testimonianze viziate, l’accusa decise di basare buona parte del proprio impianto accusatorio sui documenti scritti dagli stessi nazisti

Grazie dunque ad un enorme lavoro di ricerca di documenti ufficiali del regime nazista, l’accusa poté presentare a Norimberga circa 3mila tonnellate di carta contenenti documenti e registri che si sarebbero rivelati in seguito una fonte preziosa per gli storici. Ad essi si accompagnarono anche fotografie e filmati girati dagli stessi nazisti.

Messi insieme, questi documenti, le fotografie e i filmati costituiscono ancora oggi una prova incontrovertibile dei crimini di massa che ora chiamiamo Olocausto fungendo da antidoto per ogni negazionismo.

In questo senso il tribunale di Norimberga, stabilendo che “eseguire gli ordini” non era una difesa legittima per atti criminali, e che anche i più alti funzionari di stato possono essere sottoposti a giudizio, servì anche a riaffermare la difesa dei valori di democrazia e dignità umana della comunità internazionale.

Per quanto riguarda invece le centinaia di  militari italiani per i quali Etiopia, Eritrea, Albania Grecia e Jugoslavia fecero richiesta di estradizione all’Italia compresi quelli inclusi nel CrowCass (il registro centrale dei criminali di guerra delle Nazioni Unite) nessuno è stato estradato o processato.

 

 


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