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23.02.2015

Addio a Claudio Cianca, antifascista e perseguitato politico

di ANPPIA Nazionale

Se ne va a 102 anni l'ex Vice Presidente dell'ANPPIA Nazionale. Figura di spicco dell'antifascismo italiano. La sua vita un esempio per le giovani generazioni.


“E’ morto un leone, al quale eravamo teneramente affezionati, per il suo stretto legame con l’ANPPIA, e anche per quello che ha fatto per i lavoratori del mondo edile, per la sua strenua lotta contro i palazzinari romani e le loro prepotenze, in un momento in cui ci voleva del coraggio per andare contro i loro poteri forti. Claudio venne arrestato da giovanissimo, per aver fatto esplodere una bomba dimostrativa a San Pietro, un atto per risvegliare il sopito antifascismo di molti. Per questo pagò con un decennio di carcere politico, e uscito nel 1943, diventò partigiano e lottò contro le truppe naziste e i collaboratori fascisti.  Era di carattere deciso, ma un uomo mite, assolutamente fedele ai suoi ideali di libertà e giustizia, nel partito, nel sindacato, dentro la nostra associazione. Faceva parte del Comitato di Presidenza Onoraria dell’ANPPIA, e già Vice Presidente della nostra associazione. Ci mancherà, ma il nostro impegno per ricordarlo e ricordare tutti gli antifascisti come lui sarà ancora più determinato. Addio Claudio.”

Guido Albertelli, Presidente dell’ANPPIA Nazionale

 

Dall’articolo di “Repubblica.it” di Paolo Brogi.

E’ morto poco prima di compiere 102 anni Claudio Cianca, storico protagonista della Resistenza, una vita intensissima, un tutt’uno con il suo impegno di militante e uomo politico. Era nato a Roma il 4 settembre del 1913. Attivo antifascista, con il padre Renato, vittima di numerosi aggressioni, e con Leonardo Bucciglioni, la domenica del 25 giugno 1933 aveva fatto esplodere una bomba ad orologeria, progettata perché non arrecasse danni, nel pronao della basilica di San Pietro in Roma. Il gesto era rivolto contro la politica del Vaticano, accusato dalla “Concentrazione antifascista” di favorire il regime fascista ed avrebbe dovuto dimostrare alle migliaia di pellegrini convenuti a Roma per l’Anno Santo, come il regime fosse odiato e attivamente combattuto in Italia dai movimenti d’opposizione popolare. Per quel gesto Claudio Cianca insieme agli altri due fu arrestato, processato e condannato a 17 anni di reclusione.

Ne scontò dieci, liberato alla caduta del fascismo, partecipò alla Guerra di liberazione dirigendo nel Lazio formazioni partigiane, prima in quelle del movimento di “Giustizia e Libertà” e poi in quelle garibaldine. Nel corso della lotta armata aderì al Partito comunista che poi, nel 1953, lo candidò alla Camera dei deputati, della quale fece parte per più legislature, fino al 1972. Ma fu a lungo anche consigliere comunale in Campidoglio con Giuseppe Di Vittorio e Oreste Lizzadri.

E’ stato membro della presidenza dell’Anppia, l’Associazione nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. E a Roma il suo nome è legato anche all’impegno nella Cgil alla guida degli edili (dal ’45) e della prima Camera del lavoro (dal ’49) per poi diventare segretario generale della Fillea (dal ’66 al ’69). In un libro curato da Giuseppe Sircana e in un dvd pubblicati, sul finire del 2009, dalla Ediesse col titolo “Il mio viaggio fortunoso”, Claudio Cianca, quasi centenario, ripercorse con grande lucidità le esperienze di anni molto, molto difficili.

I funerali si terranno martedì alle 11 presso la chiesa Valdese di Roma in via Marianna Dionigi. A commemorarlo saranno Walter Veltroni e il segretario generale della Fillea Cgil Walter Schiavella

“Una colonna portante della Cgil, uno dei suoi dirigenti più popolari e amati. Apprendere della sua scomparsa è stato un vero dolore. Claudio Cianca, e lo dico senza retorica, rimarrà per sempre nei nostri cuori e nel cuore della Cgil” ha commentato il segretario generale della Cgil Claudio Di Berardino.

“Ci addolora la scomparsa di Claudio Cianca, partigiano, antifascista e combattente per la democrazia del nostro Paese. Ai suoi familiari le condoglianze da parte mia e della Regione Lazio” dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Con la morte di Claudio Cianca scompare un altro protagonista della storia italiana del Novecento e di questa città a cui si è dedicato con impegno e amore. Un uomo che ha creduto, insegnato e combattuto per gli ideali antifascisti e democratici, sia durante la guerra che negli anni intensi della sua attività politica. La sua passione è stata un esempio per tante generazioni e oggi il nostro dovere è non disperdere la ricchezza e gli ideali che Claudio Cianca ha saputo trasmetterci” afferma il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

“Con la scomparsa di Claudio Cianca perdiamo una delle figure più importanti della Resistenza romana”. E’ quanto si legge in un messaggio di Massimo D’Alema, nel quale si ricorda che “Cianca ha continuato ad essere negli anni protagonista del dialogo con le nuove generazioni, per tenere sempre vivo il ricordo della Resistenza e tramandarne i valori. Così come si è sempre schierato con passione in difesa dei principi democratici”.


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