MENU LOGIN
NEWS
23.06.2014

Il 3 giugno di settant’anni fa veniva ucciso Bruno Buozzi

di ANPPIA Nazionale

Antifascista, sindacalista, Buozzi fu ucciso alla Storta dai soldati tedeschi.


«Della schiera degli organizzatori sindacali di prima del fascismo, — ha scritto Fernan¬do Santi — tutti usciti dalla feconda scuola della fabbrica, Buozzi è indubbiamente quel¬lo che più di ogni altro rappresenta il tipo dell’operaio italiano dei primi del secolo: l’operaio metallurgico, intelligente, umano, orgoglioso della sua dignità professionale; che sta a testa alta davanti al padrone, ri¬spettato e rispettoso; che legge l’ “Origine delia specie” e frequenta l’Università popo¬lare e i loggioni della stagione lirica; che ammira la tecnica tedesca e odia il Kaiser; che ama i nichilisti russi e vota per Turati. L’operaio socialista, cosciente di essere il protagonista di una nuova storia che inco¬mincia, e che incomincia da lui, operaio metallurgico. Buozzi fu e restò questo tipo umano di italiano, con le sue virtù e ì suoi limiti e con la sua immensa fiducia negli uomini e nell’avvenire. E chi l’ha co¬nosciuto, anche nei momenti delle più alte responsabilità, mai ebbe l’impressione di incontrarsi con un uomo “arrivato”, distac¬cato dal mondo della fabbrica dal quale pro¬veniva. Non dirigeva dall’alto, ma viveva intensamente fra i camiciotti turchini delia sua categoria, di cui studiava a fondo i problemi e le cui lotte — talune delle quali memorabili per i grandi sacrifici richiesti — egli guidò sempre in prima fila».

Dirigente sindacale socialista. Nato il 31.1.1881 a Pontelagoscuro (Ferra¬ra), ucciso dai tedeschi a La Stor¬ta (Roma) il 4.6.1944. Costretto a lasciare la scuola dopo le elemen¬tari, divenne meccanico aggiusta¬tore, poi operaio specializzato; si trasferì a Milano e trovò lavoro pri¬ma alle Officine Marelli, in seguito alla Bianchi. Nel 1905 aderì al sin¬dacato operai metallurgici e al Par¬tito socialista, militando nella fra¬zione riformista di Turati. Membro del Comitato centrale del partito nel 1910, nel 1911 divenne segretario della F.I.O.M,. Diresse con grande abilità i più grandi scioperi dei me¬tallurgici italiani, da quelli del 1910- 14 sino a quelli del primo dopo-guerra, culminati con l’occupazione delle fabbriche.
Alla vigilia della prima guerra mon¬diale sostenne il neutralismo, pur non celando le sue simpatie per la Triplice Intesa. Pur approvando la posizione del Partito socialista («né aderire né sabotare»), accettò di rappresentare la F.I.O.M. nel «Comi¬tato di mobilitazione industriale», che doveva curare il buon andamen¬to della produzione bellica, evitare gli scioperi e mantenere disciplina¬ti gli operai; di fatto, non potendo fare nulla in difesa degli interessi dei lavoratori, la F.I.O.M. vi espli¬cava soltanto opera di collaborazio¬ne di classe e in definitiva in favo¬re della guerra. Nondimeno la F.I.O.M. aderì ai convegni di Zimmerwald e di Kiental, dando un cer¬to contributo alla diffusione dello mozioni invocanti la pace. Nel cor¬so della rivolta degli operai torinesi dell’agosto 1917, Buozzi fu tra colo¬ro che cercarono di contenerla e farla terminare al più presto. Fu ugualmente denunciato per «tradi-mento e istigazione alla rivolta», ma poi venne assolto per insuffi¬cienza di prove. Dopo la disfatta di Caporetto e la costituzione di un «governo di unione nazionale», il presidente V.E. Orlando — preoc¬cupato per la crescente ostilità ver¬so la guerra da parte degli operai torinesi — convocò Buozzi per pren-dere accordi circa una visita che intendeva fare a Torino a scopo «di pacificazione».
Nell’emigrazione
Nel dopoguerra B. assunse un at¬teggiamento critico nei confronti dei Consigli di fabbrica, pre¬occupato che la effettiva democra-zia dal basso sconvolgesse la tute¬la riformistica del sindacato sulla massa operaia. La sua opposizione giungerà fino a fare condannare i Consigli di fabbrica dal Congresso di Genova della F.I.O.M. (maggio 1920). Pur essendo uno dei massi¬mi dirigenti del movimento culmi¬nato con l’occupazione delle fabbri¬che, fu tra coloro che si preoccu¬parono di mantenerlo nell’ambito esclusivamente rivendicativo, eco¬nomico e sindacale, anche se — più tardi — doveva criticare quelle sue stesse posizioni.
Eletto deputato nel 1919, rieletto nel 1921 e nel 1924, fece parte dell’Aventino e fu tra i parlamen¬tari dichiarati decaduti dal fascismo nel novembre 1926. Alla promulga¬zione delle leggi eccezionali, trovan¬dosi a Zurigo per una riunione sin¬dacale internazionale, non rientrò in Italia e si stabilì a Parigi, dando vita a un «Segretariato degli ope¬rai italiani», che trasformò in Con¬federazione generale del lavoro ita¬liana in Francia, quando (4.1.1927) la C.G.L. fu dichiarata « sciol¬ta » in Italia. Buozzi deplorò la de¬cisione dei dirigenti sindacali rifor¬misti, la dichiarò priva di qualsiasi validità e chiese all’Internazionale sindacale di Amsterdam di ri¬conoscere la C.G.L. in Francia come erede e continuatrice di quella ar-bitrariamente sciolta in Italia. Poiché, nello stesso tempo, gruppi di comunisti, d’intesa con socialisti, anarchici e sindacalisti rimasti in Italia, avevano preso a loro volta l’iniziativa di ricostituire clandesti¬namente la C.G.L., sorse un contra¬sto, che l’Internazionale di Amster¬dam (riformista) risolse a favore di Buozzi. Dal canto suo, la C.G.L. rimasta in Italia e diretta dai comu¬nisti, aderì all’Internazionale dei sin¬dacati rossi.
Buozzi fece parte della Concentrazione antifascista e del suo diretti¬vo, distinguendosi per l’energica e costante attività. Nel 1936, realizzatosi l’accordo di unità d’azione tra socialisti e comunisti, le due Confederazioni del lavoro pubblicarono in comune l’appello per il Primo maggio. Da quel momento, lancian¬do la parola d’ordine: «Una sola classe, una sola organizzazione», Buozzi sviluppò tenacemente l’azione per realizzare l’unità sindacale. Duran¬te la guerra di Spagna, fu incaricato dal suo partito di dirigere l’opera di organizzazione, raccolta e invio di aiuti alla repubblica.
Alla vigilia dell’occupazione tedesca di Parigi, si trasferì a Tours; ma, rientrato nella capitale francese alla fine del febbraio 1941, per visitare la figlia partoriente, fu arrestato dai tedeschi e rinchiuso nelle carceri della Sauté. Qui ritrovò Giuseppe Di Vittorio, già da qualche tem¬po detenuto. Insieme a lui, venne successivamente trasferito in Ger¬mania e poi in Italia, al confino (Di Vittorio a Ventotene; Buozzi a Montefalco, in provincia di Perugia, do¬ve rimase 2 anni).
Dopo il 25 luglio
Riacquistata la libertà alla caduta del fascismo, ai primi dell’agosto 1943 Buozzi fu nominato, dal gover¬no Badoglio, Commissario alla Con¬federazione dei sindacati di indu¬stria, insieme al comunista Giovanni Roveda e al democristiano Gioacchino Quarello.
Durante l’occupazione nazista di Roma, trovò ospitalità presso l’a¬mico colonnello a riposo Loggo, fin¬ché questi, richiamato in servizio, non dovette darsi alla macchia. Co¬stretto a cambiare sede, si rifugiò in un’altra casa, in viale del Re. Qui, il 13.4.1944, durante un’improv¬visa perquisizione della polizia, fu fermato per accertamenti, quindi condotto in via Tasso, dove i fascisti scoprirono la sua vera iden¬tità.
Falliti i diversi tentativi del C.L.N. per fargli riacquistare la libertà, l’1 giugno, quando gli americani erano ormai alle porte della Capitale,- il suo nome venne incluso dalla poli¬zia tedesca in un elenco di 160 pri¬gionieri destinati a essere evacuati da Roma. La sera del 3 giugno, con altri 12 compagni di sventura, fu caricato su un camion tedesco che si avviò lungo la via Cassia. Per¬corsi pochi chilometri, giunti in lo¬calità La Storta, forse per la difficoltà di procedere sulla strada resa ingombra dalle truppe in riti¬rata, i prigionieri furono fatti scen¬dere e rinchiusi in un fienile per la notte. All’indomani, brutalmente so¬spinti in una valletta, furono tutti trucidati. Bruno Buozzi aveva 63 anni.


Torna alle News

TUTTE LE NEWS

Gli Eleati. Il filosofo antifascista Pilo Albertelli

18.06.2014

Oggi pomeriggio in Sala Zuccari, a Palazzo Giustiniani, sarà commemorato il Professore Pilo Albertelli, antifascista, partigiano, martire delle Fosse Ardeatine, alla presenza del Presidente del Senato Piero Grasso. Il 18 giugno 2014 – ore 17.00, In occasione dell’uscita

La Festa della Repubblica e del primo vero referendum popolare

02.06.2014

Il 2 giugno non è solo la Festa della Repubblica, è il giorno che ricorda il primo grande Referendum libero dell’Italia antifascista. Un passaggio che ora sembra scontato, ma che solo settant’anni fa era una prima prova della

MEDIA EDUCATION CONTRO LA DISCRIMINAZIONE. BUONE PRATICHE IN EUROPA TRA SCUOLA ED ISTITUZIONI PUBBLICHE

30.05.2014

La conferenza mira a creare un forum per ricercatori, insegnanti, educatori, produttori di media e giovani con interessi per la Critical Media Education, l’impegno civico, il net-attivismo, l’educazione anti-razzista e le produzioni televisive. Organizzata grazie alla collaborazione tra

Solidarietà dell’ANPPIA alle Comunità Ebraiche europee

27.05.2014

L’ANPPIA, di fronte al delirante attacco omicida al Museo ebraico di Bruxelles, è più che mai vicina alla Comunità ebraica di Roma e a tutte le comunità ebraiche di Europa per le violente aggressioni chiaramente di natura antisemita.

Sessant’anni fa nasceva “L’antifascista”

21.05.2014

“L’antifascista” compie sessant’anni. Nato nel maggio del 1954 per volere di Sandro Pertini, primo direttore, ed Umberto Terracini, all’epoca Presidente dell’associazione, “L’antifascista” continua ancora oggi a diffondere la storia e i valori dell’antifascismo italiano ed europeo. Per quest’anno

On line il numero di Marzo-Aprile de “l’antifascista” !

12.05.2014

Per leggere “L’Antifascista” on line, occorre registrarsi al nostro sito. Si può richiedere anche l’abbonamento cartaceo. In questo numero, oltre al ricordo per la scomparsa del nostro amato Presidente Onorario Giulio Spallone, un editoriale sulle Fosse Ardeatine del

European Resistance Assembly: La Resistenza europea si ritrova a Correggio dall’8 all’11 maggio

07.05.2014

Sarà un’edizione densa di appuntamenti e di contenuti, quella 2014 di ERA – EUROPEAN RESISTANCE ASSEMBLY, il raduno europeo della Resistenza in programma a Correggio (RE) dall’8 all’11 maggio. È il terzo anno per ERA, un evento che

“Uscire dall’Euro sarebbe una follia”

07.05.2014

Vorrei far capire subito da che parte sto in vista delle elezioni del 25 maggio: di fronte alla situazione politica internazionale ed economico-finanziaria globale, per progredire ci vuole più Europa, non meno Europa come chiedono invece alcuni gruppi

Buon Primo Maggio!

01.05.2014

Durante il fascismo la festa del Primo Maggio fu abolita, e spostata al 21 aprile, natale della città di Roma, privando i lavoratori di una loro festività, atto simbolico del regime, che vedeva nel lavoro una catena di

“Safari”, spettacolo teatrale, e il concerto dei Modena City Ramblers

22.04.2014

Giovedì 24 aprile alle ore 21,00, presso il Teatro Goldoni, sarà messo in scena uno spettacolo ” Safari” , liberamente ispirato alla fiaba di Peter Pan. Promossa dal Coordinamento Femminile di ANPI-ANPPIA con la collaborazione di ARCI solidarietà

SETTANT’ANNI DOPO: DEPORTAZIONE E SFRUTTAMENTO DEGLI ITALIANI IN GERMANIA

14.04.2014

Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini” Piazza della Minerva, 38 – ROMA 4 aprile – 3 maggio 2014 lunedi – venerdì ore: 09:00 – 19:00 – sabato ore: 09:00 – 12:00 convegno SETTANT’ANNI DOPO: DEPORTAZIONE E SFRUTTAMENTO

COMUNICATO STAMPA

09.04.2014

COMUNICATO STAMPA Convegno “La Magistratura durante il fascismo” 10 e 11 aprile dalle 10,00 alle 19,00, Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales, 5 in Trastevere a Roma. Per la prima volta dal dopoguerra

La Magistratura durante il Fascismo

04.04.2014

Il convegno sul ruolo della magistratura durante il fascismo è nato da una sollecitazione del Pres. Guido Albertelli e dell’avv. Claudio Fano, cui ho aderito con entusiasmo. Debbo un ringraziamento particolare al collega Antonio Cervati, che ha curato