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NEWS
14.04.2014

SETTANT’ANNI DOPO: DEPORTAZIONE E SFRUTTAMENTO DEGLI ITALIANI IN GERMANIA

di ANPPIA Nazionale

Biblioteca del Senato della Repubblica "Giovanni Spadolini", martedì 15 aprile ore 17


Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”
Piazza della Minerva, 38 – ROMA

4 aprile – 3 maggio 2014
lunedi – venerdì ore: 09:00 – 19:00 – sabato ore: 09:00 – 12:00

convegno
SETTANT’ANNI DOPO:
DEPORTAZIONE E SFRUTTAMENTO
DEGLI ITALIANI IN GERMANI

15 aprile 2014 ore 17
Saluti della dott.ssa Renata Giannella, Biblioteca del Senato della Repubblica
Saluti del Presidente nazionale Anppia Guido Albertelli

Valter Merazzi, Centro Studi Schiavi di Hitler
Racconti, documenti, voci e volti di una memoria rimossa
Luigi Cajani, Università la Sapienza, Roma
Gli IMI nel sistema di lavoro coatto nazista
Lutz Klinkhammer; Istituto Storico Germanico, Roma,
Gli IMI vittime di tradimento e i civili deportati al lavoro forzato

Anna M. Casavola, Anei, Museo Storico della liberazione – Abramo Rossi, testimone
7 ottobre 1943. La deportazione dei carabinieri romani
Carla Guidi, ricercatrice
Il rastrellamento dei civili nel quartiere del Quadraro il 17 aprile 1944

Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”
ANPPIA – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti
Centro studi “Schiavi di Hitler”

in ricordo di Ricciotti Lazzero e Claudio Sommaruga
www.anppia.it -www.schiavidihitler.it

LA MOSTRA:

Realizzata alla fine del 2004, la mostra ha carattere divulgativo e didattico e propone una selezione di brani tratti da 450 memorie, raccolte nel corso della ricerca storica avviata dal 2000, nell’ambito della campagna nazionale per il risarcimento del lavoro forzato degli italiani nella Germania nazista, pubblicate sul sito www.schiavidihitler.it.

La nuova edizione è stata ampliata, rinnovata nella grafica e arricchita da un testo di contestualizzazione. Inoltre le possibilità tecnologiche hanno consentito la sua integrazione al web, con uno sguardo ai giovani e al mondo della scuola. Dispositivi QR, attivabili con lo smartphone, permettono di accedere a sequenze di video testimonianze, consultabili sul sito: www.schiavidihitler.org.

La deportazione degli italiani riguardò oltre 700 mila militari, almeno 23 mila deportati per motivi politici, destinati alla più brutale schiavitù e all’annientamento fisico e circa 100 mila civili rastrellati e precettati. A questi vanno aggiunti 4148 ebrei italiani, sterminati per la quasi totalità nelle camere a gas. Purtroppo a tutt’oggi non conosciamo il numero dei deceduti nei Lager e dopo il rimpatrio.
Gli italiani furono affiancati a milioni di schiavi, catturati nei paesi occupati e deportati in Germania per essere sfruttati al servizio della macchina bellica nazista.
La mostra in particolare approfondisce con testimonianze, documenti e disegni le vicende degli Internati Militari Italiani (IMI). I protagonisti raccontano le tappe di un vero e proprio calvario: dalla cattura l’8 settembre 1943 alla deportazione; dalle dure condizioni del Lager al lavoro forzato e schiavistico, fino al loro rientro in Italia.
Privati dei benefici della Convenzione di Ginevra e dell’assistenza della Croce Rossa Internazionale, gli IMI rifiutarono le proposte di arruolamento dei nazifascisti scegliendo in massa con dignità e coraggio la brutalità del Lager, fatta di violenze, fame e sfruttamento.
La loro fu una scelta di Resistenza non armata, uno dei tanti aspetti della Resistenza italiana al nazifascismo che non ha avuto adeguata valorizzazione.
La causa degli schiavi di Hitler non ha ancora ottenuto giustizia. Gli IMI sono stati: “traditi, disprezzati, e dimenticati”, come li ha definiti lo storico tedesco Gerhrard Schreiber, e l’esperienza del Lager è rimasta confinata per lo più nelle memorie individuali. Al coro di testimoni, a cui abbiamo voluto dare ALMENO UN NOME, dedichiamo questo lavoro in ricordo di Ricciotti Lazzero e Claudio Sommaruga.

Con il contributo di: ANPPIA – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti- Roma


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