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31.03.2014

MOSTRA “SCHIAVI DI HITLER. LA RESISTENZA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI E IL LAVORO FORZATO”

di ANPPIA Nazionali

RACCONTI, DISEGNI, DOCUMENTI DEI DEPORTATI ITALIANI 1943-1945. L'ANPPIA Nazionale contribuisce all'inaugurazione della Mostra allestita dal "Centro Studi Schiavi di Hitler". Alla Biblioteca del Senato "G. Spadolini", dal 3 aprile al 4 maggio.


Dal 4 aprile al 3 maggio del 2014, presso la “Biblioteca del Senato della Repubblica”, l’ANPPIA Nazionale presenta la Mostra
realizzata dal “Centro Studi Schiavi di Hitler”, Cernobbio (CO), sulla Resistenza degli IMI, gli Internati Militari Italiani.
Nuova edizione di questa mostra, con testimonianze audiovisive.
Il 15 aprile sempre alla Biblioteca del Senato, ci sarà un Convegno dedicato al tema e alla mostra, a breve gli interventi e l’orario.

MOSTRA
“SCHIAVI DI HITLER. LA RESISTENZA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI E IL LAVORO FORZATO”
RACCONTI, DISEGNI, DOCUMENTI DEI DEPORTATI ITALIANI 1943-1945

Realizzata in una prima edizione alla fine del 2004 la mostra ha carattere divulgativo e didattico.
La nuova edizione viene esposta presso la biblioteca del Senato dal 4 aprile al 3 maggio 2014.
La mostra, composta da 30 pannelli (100x 140), propone una selezione di brani tratti da 450 memorie, pubblicate sul sito www.schiavidihitler.it, raccolte nel corso della ricerca storica avviata dal 2000, nell’ambito della campagna nazionale per il risarcimento del lavoro forzato degli italiani nella Germania nazista.

La deportazione degli italiani riguardò 600 – 700 mila militari, almeno 23 mila deportati per motivi politici, destinati alla più brutale schiavitù e all’annientamento fisico e circa 100 mila civili rastrellati e precettati. A questi vanno aggiunti 4148 ebrei italiani, sterminati in gran parte nelle camere a gas. Purtroppo a tutt’oggi non conosciamo il numero complessivo delle vittime, stimato in almeno 40.000. A questi vanno aggiunti i deceduti dopo il rimpatrio.

I deportati italiani furono affiancati ai milioni di schiavi catturati nei paesi occupati e trasportati in Germania per essere sfruttati al servizio della macchina bellica nazista.

La mostra in particolare approfondisce con testimonianze, documenti e disegni le vicende degli Internati Militari Italiani (IMI). I protagonisti raccontano le tappe di un vero e proprio calvario: dalla cattura l’8 settembre 1943 al trasporto in condizioni spesso disumane, dall’arrivo al lager alle dure condizioni della detenzione e del lavoro forzato e schiavistico, fino al loro amaro rimpatrio.
Privati dei benefici della Convenzione di Ginevra e dell’assistenza della Croce Rossa Internazionale, gli IMI rifiutarono le proposte di arruolamento dei nazifascisti, scegliendo in massa con dignità e coraggio la brutalità del Lager, fatta di violenze, fame e sfruttamento. La loro fu una scelta di Resistenza non armata, uno dei molteplici aspetti della Resistenza italiana al nazifascismo che non ha avuto adeguata valorizzazione.
La tragica esperienza del Lager nonostante abbia coinvolto un numero altissimo di famiglie italiane, è rimasta confinata per lo più nelle memorie individuali.
“Traditi, disprezzati, dimenticati”, così li ha definiti lo storico tedesco Gehrard Schreiber.
La causa degli schiavi di Hitler non ha ancora ottenuto giustizia.
La mostra cerca di colmare la distanza fra le memorie individuali e la coscienza storica del Paese.

Questa edizione ampliata ha una nuova veste grafica e un testo di contestualizzazione.
Le possibilità tecnologiche hanno consentito l’integrazione di questa mostra al web, con uno sguardo ai nuovi linguaggi, ai giovani e al mondo della scuola. Pulsanti attivabili con lo smartphone permettono di accedere a sequenze di video testimonianze, raccolte negli ultimi 15 anni nel corso della ricerca sugli “Schiavi di Hitler”.

Prof. Valter Merazzi, Centro studi “Schiavi di Hitler”


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