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NEWS
10.01.2014

Lettera di Edinost al Presidente Regione Friuli per salvare un luogo della memoria antifascista a Trieste

di Samo Pahor

Samo Pahor scrive questa lettera per sensibilizzare sull'immobile di via Cologna 8 a Trieste, ultima sede rimasta dell' Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia Giulia.


Gentile signora, egregio signore
D e b o r a S e r r a c c h i a n i presidente della giunta della regione Friuli-Venezia Giulia presidente@regione.fvg.it
G i a n n i T o r r e n t i assessore regionale alla cultura, sport e solidarietà assessorecultura@regione.fvg.it
Oggetto: Destinazione culturale, educativa e patriottica dell’immobile di via Cologna 6-8 (Trieste) – Richiesta di intervento della Regione.
Nell’introduzione al libro “Pericolosi nelle contingenze belliche” (ANPPIA, Ro-ma 1987) Alfredo Bonelli ha scritto: Lungo tutta la dittatura, nelle carceri e nei luoghi di confino il maggior contributo di vittime politiche in rapporto alla popolazione fu sempre dato dalla Venezia Giulia, e soprattutto dalla componente slava dei suoi abitan-ti. Anche durante il periodo bellico, con l’internamento, il massimo contributo di vittime venne dagli slavi: e si deve ad essi se nei soli tre anni di guerra il totale degli internati ha superato di parecchie volte il totale dei carceri e dei confinati nel corso di tutti i 17 anni in cui rimasero in vigore le leggi eccezionali.
Dalla primavera del 1942 fino alla fine della guerra fu uno dei principali strumenti di persecuzione l’Ispettorato speciale di pubblica sicurezza per la Venezia Giulia che dopo l’8 settembre 1943 collaborava alacremente con le autorità germaniche. Ne da la misura il fatto che dei 43 trasporti ferroviari dall’Italia nei lager nazisti ben 23 sono par-titi da Trieste. Con l’inizio del 1945 l’Ispettorato speciale si è trasferito dalla sede origi-naria di via Bellosguardo nell’immobile di via Cologna 6-8. I
l 30 aprile 2000 la nostra associazione ha organizzato davanti l’immobile da qual-che anno abbandonato una manifestazione per richiamare, nel 55° anniversario della cessazione dell’Ispettorato, l’attenzione del pubblico democratico sul messaggio morale di quell’immobile. L’appello è andato a vuoto, ma al sentore di imminente pericolo che l’immobile venga irreparabilmente danneggiato, ci siamo premurati di promuovere il ri-conoscimento del valore di documento storico-culturale di estrema rilevanza. Così la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli-Venezia Giulia il 26 novembre 2010 ha emanato il decreto che riconosce l’interesse storico del complesso e impone il vincolo di conservazione. E’ nostro convincimento fin dal 2000 che l’immobile dovrebbe avere una destina-zione culturale, educativa e patriottica con un’esposizione che illustri i movimenti di opposizione al fascismo nella regione dall’aprile 1919 in poi con la narrazione dei pro-cessi dinanzi al Tribunale speciale per la difesa dello Stato nei confronti degli abitanti della Venezia Giulia, le procedure di confino nei confronti degli abitanti della regione, i dati essenziali dei corregionali nel Casellario politico centrale, i procedimenti di interna-mento fino all’8 settembre 1943 e i procedimenti di deportazione in Germania dopo l’8 settembre 1943. Non dovrebbe mancare nemmeno la partecipazione dei corregionali nella brigate internazionali nella guerra civile spagnola.

Negli spazi disponibili nei due edifici potrebbero essere ospitate anche attività di ricerca e di documentazione sulle attività che pongono la regione Friuli-Venezia Giulia al primo posto nell’antifascismo ed antinazismo italiano. Cosa poco nota in generale, ma da rappresentare innanzi tutto alle giovani generazioni, specialmente nella situazione attuale, in cui si stanno sviluppando tendenze fasciste e naziste. Desta quindi meraviglia che un’istituzione democratica, quale l’amministrazione della provincia di Trieste annunci il 2 gennaio 2014 l’intenzione di distruggere l’interno dei due edifici per costruirvi un parcheggio. L’intenzione enunciata di conservare la fac-ciata con la targa commemorativa e i sotterranei aperti al pubblico, pare una burla. C’è da chiedersi come si accederà al parcheggio se la facciata sarà conservata. Di fronte alle nostre idee sull’utilizzo culturale, educativo e patriottico (in quanto commemorativo di migliaia di patrioti che hanno osato opporsi al fascismo ed al nazismo) dell’immobile in questione, la definizione di “memoria statica” usata dall’amministrazione provinciale (anche nel senso peggiore dell’aggettivo) mettono in questione la serietà di una pubblica amministrazione, che ha omesso di attingere ai fondi europei del programma Europe for citizens, Action 4 – Active European Remembrance, 2007-2013.
Ma c’è ben altro! L’articolo 20 della legge 23. febbraio 2001 recita: “Ai fini di cui all’articolo 9 della Costituzione, la regione Friuli-Venezia Giulia, le province ed i co-muni compresi nella tabella di cui all’articolo 4 adottano misure di tutela anche nel ri-spetto delle caratteristiche peculiari delle località abitate dalla minoranza slovena, sia con riferimento ai monumenti storici ed artistici, …”.Ora, se l’amministrazione provinciale non ha i mezzi per mantenere ed allestire in modo congruo l’immobile di via Cologna 6-8 (avendo trascurato la nostra indicazione dello spandimento del tetto ha già provocato un danno del valore 35.000,00 €) riteniamo necessario un intervento della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, che non può non riconoscere l’importanza storica e culturale che l’immobile così trasformato rappresen-terebbe per i giovani e i meno giovani, i cittadini ed ai stranieri.
Pertanto chiediamo che l’amministrazione regionale faccia immediatamente i passi atti ad impedire che le mosse preannunciate dalla provincia pregiudichino ogni oltre im-pegno a risolvere la questione in conformità all’articolo 9 della Costituzione, dell’artico-lo 20 della legge di tutela della minoranza slovena in conformità con il decreto legislati-vo 22 gennaio 2004, n. 42. Poi ci sarebbe gradito un colloquio con l’amministrazione regionale per valutare quali potrebbero essere i passi successivi per raggiungere una soluzione ad un livello culturalmente europeo. Ringraziando per la comprensione e per la disponibilità di agire porgiamo distinti saluti.
Con ossequio. …..

Trieste, 6 gennaio 2014 …..
per l’associazione socio politica Edinost

Samo Pahor


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