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10.01.2014

I conti dell’ANPPIA sono trasparenti

di ANPPIA Nazionale

Ecco tutte le voci del Bilancio presentate in Senato


Il giorno 9/01/2013, il Presidente dell’ANPPIA Nazionale Guido Albertelli, e il Segretario Generale Mario tempesta, sono stati convocati presso la “Commissione Affari Costituzionali del Senato” per un chiarimento riguardo al contributo erogato dallo stato alla nostra associazione, riferente dell’anno 2012. Albertelli ha fornito quindi tutte le delucidazioni richieste. Ci siamo presentati con questo documento che pubblichiamo in maniera integrale per associati e lettori, perché noi siamo trasparenti, e rigorosi nelle spese: così intendiamo rispondere a polemiche pretestuose e infondate apparse recentemente su un quotidiano nazionale.
L’antifascismo non è solo il valore fondante della nostra democrazia e la ragione della nostra associazione , piaccia o non piaccia a certi signori, è anche uno stile di vita sobrio e inattaccabile che ci sentiamo di consigliare anche a coloro che antifascisti non sono.

La destinazione del contributo dello Stato

L’Associazione provvede al finanziamento delle proprie attività:
a) con le quote associative e con contributi volontari dei soci.
b) con i contributi dello Stato e di altri enti pubblici e privati.
c) con oblazioni volontarie ed eventuali donazioni;
d) con le rendite del patrimonio associativo.

Il patrimonio sociale, come in ogni altra Associazione può essere costituito da beni immobili e beni mobili che possono variare a seguito dei risultati economici prodotti nei vari anni. Proprio per poter garantire la propria esistenza nel futuro e nella consapevolezza di non avere a disposizione un patrimonio immobiliare l’ANPPIA ha deciso, per la propria sopravvivenza, di investire le proprie risorse finanziarie in un deposito vincolato a 1 anno i cui frutti, ossia gli interessi bancari derivanti dall’investimento, possano costituire una importante forma di entrata certa da poter utilizzare per il raggiungimento dei fini istituzionali.

C’è da precisare che l’Associazione, in alcuni anni, aveva raggiunto un livello di criticità tale da non poter assicurare la sostenibilità e l’assolvimento delle funzioni indispensabili al soddisfacimento degli scopi statutari soltanto con il proprio patrimonio. Ci sono stati bilanci che hanno chiuso in forte disavanzo. Addirittura l’Associazione, a seguito dell’entrata in vigore della legge 14 settembre 2011 n. 148, che prevedeva il commissariamento degli Enti sottoposti alla vigilanza dello Stato che avessero chiuso in disavanzo di competenza due esercizi consecutivi, aveva rischiato di essere commissariata per eccesso di disavanzo per gli anni 2009 e 2010.

Sull’esistenza di avanzi di amministrazione rilevati da alcuni componenti della Commissione, occorre evidenziare come questi siano stati determinati dall’assoluta incertezza, fino al termine dell’esercizio 2012, dell’esistenza e della misura dei contributi pubblici per l’Associazione, non solo per l’anno corrente, ma anche per quelli a venire.

Al termine dell’esercizio 2011, infatti, la legge di stabilità 2012, approvata dal Governo Monti, aveva tagliato sensibilmente i contributi dello Stato inizialmente stanziati in bilancio per quell’esercizio, azzerandoli, di fatto, per gli esercizi seguenti.
Sempre quell’anno, inoltre, con l’entrata in vigore della legge 14 settembre 2011 n. 148, l’Associazione, che aveva chiuso in disavanzo di competenza gli esercizi 2009 e 2010, aveva rischiato di essere commissariata.
Tali circostanze sopravvenute e contingenti hanno pesantemente influenzato l’andamento di quell’esercizio, costringendoci a ridurre al massimo la spesa per mantenere per quanto possibile l’equilibrio finanziario.
E’ chiaro, tuttavia, che l’ANPPIA si è poi battuta per ottenere il ripristino dei propri contributi, ottenendo esito positivo in sede di assestamento di bilancio e ad esercizio ormai quasi concluso.
Le somme recuperate sono andate in buona parte a ridurre il disavanzo che si sarebbe comunque provocato senza il recupero del contributo, mentre una parte residua è stata mantenuta prudenzialmente, dal momento che per l’esercizio 2013 non era previsto alcun contributo dello Stato.

Il contributo statale costituisce, pertanto, la più importante fonte di sostentamento dell’Ente ma in alcuni casi viene erogato con estremo ritardo rispetto all’esercizio di competenza (in genere negli ultimi mesi dell’anno), quando ormai l’Associazione ha provveduto a pagare le uscite con le proprie disponibilità finanziarie. Gli effetti negativi di tale sfasamento sono costituite dal fatto che l’Ente ha contratto al massimo le spese nell’incertezza di non ricevere in tempo il contributo, quando finalmente questo viene erogato l’associazione è costretta temporaneamente a lasciarlo tra le disponibilità liquide per poi utilizzarlo l’anno successivo.
Tale stato di cose incide, da un lato sulla tempistica della programmazione delle attività istituzionali dell’Ente e, dall’altro determina situazioni di estrema incertezza obbligando a contrarre sensibilmente i costi dell’esercizio con conseguenti formazioni di avanzi economici di bilancio.

Per quanto riguarda la destinazione del contributo statale c’è da precisare che alla fine del primo decennio del Duemila ammontava a 300.000 euro l’anno, è poi man mano sceso fino agli attuali 227.000 euro (il 25 % in meno), differenza negativa che ha influenzato non poco lo svolgimento dell’attività.

Come avvenuto negli scorsi anni il contributo concesso dallo Stato a sostegno delle attività di promozione sociale è stato destinato, in parte a coprire i costi dei collaboratori dotati di adeguata preparazione tecnica in specifiche materie inerenti la ricerca storica. Nell’anno 2012 sono stati erogati 79.820,00 euro.
Una parte del contributo è utilizzata per coprire i costi sostenuti dalla sede centrale per lo svolgimento di una nutrita serie di iniziative promozionali, quali convegni, raduni in concomitanza di ricorrenze patriottiche, premi letterari, etc. In tale categoria di spese rientrano quelle relative alla stampa del periodico associativo. L’importo complessivo sostenuto durante il 2012 è stato di euro 22.471,00.
Ulteriori spese coperte dal contributo statale hanno riguardato erogazioni di contributi straordinari a favore delle sedi periferiche a copertura di spese sostenute direttamente dalle stesse per la realizzazione di analoghe manifestazioni. Nell’anno 2012 la spesa è stata di euro 12.456,00.
Riteniamo di estrema importanza la necessità di sostenere economicamente l’attività svolta dalle sedi periferiche le quali promuovono assemblee, cerimonie commemorative, convegni ecc.

Va segnalato che l’Associazione, allo scopo di non disperdere il proprio patrimonio morale e materiale, ha posto allo studio e confermato anche recentemente la volontà di trasformarsi in una Fondazione per la ricerca storica, con lo scopo di costruire una struttura tecnica sulla Memoria del Primo Novecento che può diventare un centro di iniziativa culturale, composto in massima parte da ricercatori; che salvi le memorie in pericolo; che sia obiettivo verso l’esterno per storici e studenti e rappresentativo elemento di risposta documentata alle affermazioni di revisionismo. A tale scopo ha costituito nell’anno 2012 un Fondo accantonamento economico di euro 50.000,00 per le opere di attuazione.
Per quanto attiene specificatamente alla materia che costituisce oggetto delle presenti note, è da significare che ulteriori quote del contributo dello Stato vengono utilizzate per fronteggiare particolari oneri connessi alla gestione ordinaria dell’Ente. Non a caso il complesso delle spese di parte corrente sostenute durante l’anno 2012 è stato di euro 178.666,00.

Tali oneri saranno sensibilmente maggiori in futuro per fare fronte alle necessità economiche dovute allo sfratto recepito dalla regione Lazio proprietaria dell’immobile dove ha sede l’ANPPIA Nazionale: la Regione ha aggiornato il canone che ha raggiunto la cifra di oltre quattromila euro mensili, cifra sicuramente fuori mercato.

In sostanza il contributo statale costituisce la più importante fonte di sostentamento per l’Associazione e serve non soltanto a coprire buona parte delle uscite correnti dell’esercizio ma anche a ripristinare attività istituzionali che erano state accantonate nel passato in mancanza di fondi.


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