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Mai negli anni scorsi in occasione
di elezioni per il rinnovo del Parlamento l'Anppia aveva
espresso una indicazione di voto ai suoi associati in favore
di questo o quel determinato partito. Si era sempre limitata
ad un unico doveroso consiglio, quello di effettuare la
scelta per il voto nell'ambito dei partiti e dei candidati
che dessero le maggiori garanzie di condivisione e di salvaguardia
della memoria storica e dei valori dell'Antifascismo e della
Resistenza.
E invece questa volta, per le elezioni del 6 maggio l'Anppia
si accinge a dare una precisa indicazione sia pure riferita
a un assieme di partiti. Che è quello dei partiti tutti
bene individuabili, i quali, collegati direttamente o indirettamente
a Francesco Rutelli, si battono per sbarrare la strada a
Silvio Berlusconi e alla sua sedicente Casa delle libertà;
e unitamente si battono per una rinnovata e ancora più positiva
esperienza di un governo di centro-sinistra. Quali le ragioni
che suffragano, e per certi aspetti addirittura impongono,
una svolta e una decisione tanto impegnative? Vediamole,
le più essenziali nella necessaria sintesi.
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La prima, e per noi preminente risiede nella manifesta piena
convergenza con le finalità perseguite da Forza Italia e
dal coacervo dei suoi alleati, particolarmente da AN, con
la quale pochi storici (tra loro il Galli della Loggia della
inaudita lettera al Presidente Ciampi) e molti pseudo-storici,
la più parte divenuti omai organici alla Casa delle libertà
e scopertamente strumentali ai suoi fini, hanno già da qualche
anno sviluppato un impegno sempre più virulento nell'affannarsi
a negare anche le più elementari verità storiche su quelle
che furono prima la ventennale lotta degli antifascisti
e poi la guerra partigiana per la liberazione nazionale.
Ma è fin troppo evidente, ed è questione che trascende la
pur doverosa difesa di quel nostro passato, che la negazione
spudorata di quelle verità significa necessariamente la
tentata demolizione di quelle che sono state e sono tuttora,
appunto l'Antifascismo e la Resistenza, le fondamenta della
nostra Repubblica e della nostra Costituzione. Ma allora
si vuole arrivare, di stretta conseguenza, a demolire anche
l'impianto costituzionale sovrastante le fondamenta? E non
a caso è scappato detto a Berlusconi che se vincerà le elezioni
metterà mano a rivedere, è facile immaginare come, i principi
fondamentali della Costituzione, con il seguito della parte
sui diritti e doveri dei cittadini complessivamente i 54
articoli in tanti dei quali sono maggiormente riflessi i
valori di quella Resistenza che fu necessariamente antifascista,
e che segnano in definitiva l'alto sostanziale livello della
nostra democrazia repubblicana. Di quella democrazia per
la quale, ci sia consentito ricordare, anche noi abbiamo
dato il nostro contributo, pagato con non piccolo prezzo.
No, contro il pericolo che le elezioni del 13 maggio possano
segnare un arretramento della democrazia italiana l'Anppia
ha tutti i titoli per sentirsi anch'essa parte in causa
e per indicare ai suoi associati un voto che concorra a
sbarrare la strada a chi alla falsata revisione della storia
vorrebbe, più concretamente, far seguire anche una assai
peggiorativa e del tutto inammissibile revisione della Carta
costituzionale.
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Ma ulteriori ragioni, in rigorosa coerenza, con le considerazioni
sopra svolte, convalidano il dovere che ha l'Anppia di assumere
questa precisa scelta di campo nel voto del 13 maggio. Infatti
valori specifici che sostanziarono l'anelito alla libertà
e alla giustizia sociale dei combattenti antifascisti, quali
la fraternità fra tutti popoli col superamento di ogni funesta
contrapposizione nazionalistica, etnica-razziale, religiosa
etc. etc., come pure la solidarietà attiva verso gli strati
più deboli delle popolazioni, anzi dell'intera umanità,
sono oggi oggetto di crescenti gravissimi attacchi da parte
delle forze politiche confluite nella cosiddetta ma troppo
abusiva Casa delle libertà.
Sono queste forze che anche per i collegamenti interni ed
esteri col neofascismo di alcune, prima fra tutte la Lega
di Bossi, se soltanto in piccola misura arrivano, sempre
alcune, a far proprio l'orrore dell'antisemitismo, in grande
prevalenza invece patrocinano campagne e manifestazioni
d'odio contro gli immigrati extra comunitari, spesso con
un triste seguito di violenze fisiche. E che dire poi della
solidarietà verso i più deboli quando il leader della Casa,
o più esattamente il padrone di casa, col suo patrimonio
di 25 mila miliardi e la sua strapotenza mediatica, soprattutto
televisiva, annunzia ogni giorno per il suo prossimo governo
oltre al pugno di ferro contro gli immigrati, libertà di
licenziamento, sanità ai privati, assai meno tasse per i
ricchi e via continuando di questo passo! Un passo che oltretutto
farebbe nuovamente dissestare i nostri conti pubblici allontanandoci
gravemente dall'Europa unita. Sono dunque anche queste,
pur sommariamente accennate altrettante buone anzi ottime
ragioni che rafforzano la nostra scelta.
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Infine l'Anppia non può ignorare il pericoloso estendersi
del fenomeno delle nerborute militaresche squadracce che
apertamente si rifanno alle mortifere ideologie, e gesti
e riti e vessilli ed inni, del fascismo e del nazismo.
Non possiamo ignorare le loro ripetute selvagge e troppo
impunite violenze negli stadi, le vigliacche sanguinose
aggressioni contro gli immigrati, non possiamo ignorare
qualche prima avvisaglia terroristica. E poiché vi sono
evidenti contiguità, in particolare a proposito degli immigrati,
tra quelle squadracce e, sia pure in misura differenziata,
i maggiori partiti della Casa, particolarmente la Lega,
è unicamente lo schieramento alternativo del centro-sinistra
che potrà al governo garantire una risoluta azioni di contrasto
verso quelle squadracce. Ed è questa una aggiuntiva non
piccola ragione perché gli antifascisti dell'Anppia diano
il 6 maggio quello che è il voto più sicuro perché l'Italia
possa ancora progredire nella libertà e nella giustizia.
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