MARZO 2001
L'EDITORIALE
Dopo l'uscita di Storace
i 5 anni dell'ulivo

La Giornata della memoria in tutta Italia

Indegna provocazione
ad Empoli
CAGLIARI:
maggio 1906
   
   
 Genn/Febr.2001
 
Gli Articoli più importanti
 Anno 2000
caso Haider
I martiri sardi delle Fosse Ardeatine
Palestina: impegno per la pace
Il villaggio globale
il giornale di SETTEMBRE 2000

Webmaster by
 
 

L'ANPPIA e le elezioni del 13 maggio
di Pietro Amendola

Mai negli anni scorsi in occasione di elezioni per il rinnovo del Parlamento l'Anppia aveva espresso una indicazione di voto ai suoi associati in favore di questo o quel determinato partito. Si era sempre limitata ad un unico doveroso consiglio, quello di effettuare la scelta per il voto nell'ambito dei partiti e dei candidati che dessero le maggiori garanzie di condivisione e di salvaguardia della memoria storica e dei valori dell'Antifascismo e della Resistenza.
E invece questa volta, per le elezioni del 6 maggio l'Anppia si accinge a dare una precisa indicazione sia pure riferita a un assieme di partiti. Che è quello dei partiti tutti bene individuabili, i quali, collegati direttamente o indirettamente a Francesco Rutelli, si battono per sbarrare la strada a Silvio Berlusconi e alla sua sedicente Casa delle libertà; e unitamente si battono per una rinnovata e ancora più positiva esperienza di un governo di centro-sinistra. Quali le ragioni che suffragano, e per certi aspetti addirittura impongono, una svolta e una decisione tanto impegnative? Vediamole, le più essenziali nella necessaria sintesi.
***
La prima, e per noi preminente risiede nella manifesta piena convergenza con le finalità perseguite da Forza Italia e dal coacervo dei suoi alleati, particolarmente da AN, con la quale pochi storici (tra loro il Galli della Loggia della inaudita lettera al Presidente Ciampi) e molti pseudo-storici, la più parte divenuti omai organici alla Casa delle libertà e scopertamente strumentali ai suoi fini, hanno già da qualche anno sviluppato un impegno sempre più virulento nell'affannarsi a negare anche le più elementari verità storiche su quelle che furono prima la ventennale lotta degli antifascisti e poi la guerra partigiana per la liberazione nazionale. Ma è fin troppo evidente, ed è questione che trascende la pur doverosa difesa di quel nostro passato, che la negazione spudorata di quelle verità significa necessariamente la tentata demolizione di quelle che sono state e sono tuttora, appunto l'Antifascismo e la Resistenza, le fondamenta della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. Ma allora si vuole arrivare, di stretta conseguenza, a demolire anche l'impianto costituzionale sovrastante le fondamenta? E non a caso è scappato detto a Berlusconi che se vincerà le elezioni metterà mano a rivedere, è facile immaginare come, i principi fondamentali della Costituzione, con il seguito della parte sui diritti e doveri dei cittadini complessivamente i 54 articoli in tanti dei quali sono maggiormente riflessi i valori di quella Resistenza che fu necessariamente antifascista, e che segnano in definitiva l'alto sostanziale livello della nostra democrazia repubblicana. Di quella democrazia per la quale, ci sia consentito ricordare, anche noi abbiamo dato il nostro contributo, pagato con non piccolo prezzo. No, contro il pericolo che le elezioni del 13 maggio possano segnare un arretramento della democrazia italiana l'Anppia ha tutti i titoli per sentirsi anch'essa parte in causa e per indicare ai suoi associati un voto che concorra a sbarrare la strada a chi alla falsata revisione della storia vorrebbe, più concretamente, far seguire anche una assai peggiorativa e del tutto inammissibile revisione della Carta costituzionale.
***
Ma ulteriori ragioni, in rigorosa coerenza, con le considerazioni sopra svolte, convalidano il dovere che ha l'Anppia di assumere questa precisa scelta di campo nel voto del 13 maggio. Infatti valori specifici che sostanziarono l'anelito alla libertà e alla giustizia sociale dei combattenti antifascisti, quali la fraternità fra tutti popoli col superamento di ogni funesta contrapposizione nazionalistica, etnica-razziale, religiosa etc. etc., come pure la solidarietà attiva verso gli strati più deboli delle popolazioni, anzi dell'intera umanità, sono oggi oggetto di crescenti gravissimi attacchi da parte delle forze politiche confluite nella cosiddetta ma troppo abusiva Casa delle libertà.
Sono queste forze che anche per i collegamenti interni ed esteri col neofascismo di alcune, prima fra tutte la Lega di Bossi, se soltanto in piccola misura arrivano, sempre alcune, a far proprio l'orrore dell'antisemitismo, in grande prevalenza invece patrocinano campagne e manifestazioni d'odio contro gli immigrati extra comunitari, spesso con un triste seguito di violenze fisiche. E che dire poi della solidarietà verso i più deboli quando il leader della Casa, o più esattamente il padrone di casa, col suo patrimonio di 25 mila miliardi e la sua strapotenza mediatica, soprattutto televisiva, annunzia ogni giorno per il suo prossimo governo oltre al pugno di ferro contro gli immigrati, libertà di licenziamento, sanità ai privati, assai meno tasse per i ricchi e via continuando di questo passo! Un passo che oltretutto farebbe nuovamente dissestare i nostri conti pubblici allontanandoci gravemente dall'Europa unita. Sono dunque anche queste, pur sommariamente accennate altrettante buone anzi ottime ragioni che rafforzano la nostra scelta.
***
Infine l'Anppia non può ignorare il pericoloso estendersi del fenomeno delle nerborute militaresche squadracce che apertamente si rifanno alle mortifere ideologie, e gesti e riti e vessilli ed inni, del fascismo e del nazismo.
Non possiamo ignorare le loro ripetute selvagge e troppo impunite violenze negli stadi, le vigliacche sanguinose aggressioni contro gli immigrati, non possiamo ignorare qualche prima avvisaglia terroristica. E poiché vi sono evidenti contiguità, in particolare a proposito degli immigrati, tra quelle squadracce e, sia pure in misura differenziata, i maggiori partiti della Casa, particolarmente la Lega, è unicamente lo schieramento alternativo del centro-sinistra che potrà al governo garantire una risoluta azioni di contrasto verso quelle squadracce. Ed è questa una aggiuntiva non piccola ragione perché gli antifascisti dell'Anppia diano il 6 maggio quello che è il voto più sicuro perché l'Italia possa ancora progredire nella libertà e nella giustizia.

 
 


 SERVIZI
Elenco Telefonico
Traduzioni on line
A 16 anni dalla scomparsa Ricordo di
Libero Cavalli
Una leggendaria militanza politica E' scomparso Ferrer Visentini
   
   
   
   
 
 
Torna al sito
ANPPIA
 L'antifascista
mensile dell'anppia
Direttore responsabile
Michele Melillo