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ANTIFASCISTI


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Conosci le persone che hanno contribuito con il loro sacrificio alla storia dell’antifascismo. Consulta i nomi di chi si è distinto nella causa attraverso il nostro archivio indicizzato in ordine alfabetico:

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D frecciaDanio Ernesto


Danio Ernesto

Data di nascista: 04/10/1880


Biografia:

Nato a Pagani (Salerno) il 4 ottobre 1880, svolge la professione di cestaio, aderendo sin da giovane al movimento anarchico. Presto iniziano anche i guai con le autorità: nel 1917, avendo preso parte ad una manifestazione, subisce la condanna a tre anni di prigione, seguita da altre due brevi esperienze carcerarie nel 1924 e 1927. Appena liberato viene assegnato al confino per cinque anni e di conseguenza deportato nell’isola di Lipari, dalla quale fa ritorno nel 1932. In Italia l’aria si è fatta ormai irrespirabile per un antifascista d’azione come lui, tanto che i continui scontri con la macchina repressiva del regime lo costringono ben presto ad espatriare. Il periodo successivo è caratterizzato da un continuo girovagare per l’Europa ed il Nordafrica con tappe a Parigi, Barcellona, Tunisi e Marsiglia, in una continua ricerca di stabilità economica che tuttavia non tradisce alcun affievolimento dell’impegno rivoluzionario, esplicitato in numerosi progetti di attentati a Mussolini.

Nel 1935 si stabilisce infine a Gandia, cittadina costiera a nord di Alicante sede di una fabbrica di prodotti alimentari impiantatavi dagli antifascisti italiani Baldassarre Londero e Gino Bibbi. Egli spera di ottenere un impiego come custode presso la suddetta fabbrica, confidando in particolare nell’amicizia con il compagno di fede Bibbi, che però non dà seguito a tale desiderio limitandosi ad elargire di tanto in tanto qualche modesta sovvenzione. L’anarchico campano è pertanto costretto ad un’esistenza miserrima, sbarcando il lunario come venditore ambulante di ciambelle e gelataio. La polizia italiana, dal canto suo, lo tiene sotto strettissimo controllo, avvalendosi sia del confidente Giovanni Angiolucci che dell’agente spagnolo “Agapito”, incaricato anche della sorveglianza di Bibbi e Londero.

Alla scoppio della Guerra Civile Danio, malgrado i quasi cinquantasei anni di età, si arruola immediatamente nelle milizie rosse, prima nel battaglione “6 ottobre” guidato da De Rosa a Madrid, poi nel corpo di spedizione inviato dalla Generalitat de Catalunya a conquistare l’isola di Mallorca, caduta nelle mani delle forze franchiste e fasciste. Il 28 agosto riceve una ferita alla testa presso Manacor ed è costretto al ricovero in ospedale a Valencia; successivamente torna al fronte guadagnandosi anche i gradi di capitano. A febbraio del 1937 è ancora al fianco di Bibbi, accorso al commissariato di polizia del capoluogo levantino per chiedere notizie di alcuni suoi compagni ed immediatamente trattenuto dalle autorità di Pubblica Sicurezza; l’uomo di Pagani, che lo accompagna, corre a riferire la notizia dell’arresto alla locale sede della CNT (il sindacato libertario), contribuendo probabilmente in questo modo a salvare la vita sia al suo amico che agli altri componenti del “commando” italiano (Umberto Tommasini, Giovanni Fontana, Giobbe Giopp e la spia fascista Alfredo Cimadori). Rimane poi in Spagna sino al termine del conflitto, riuscendo in seguito ad emigrare negli Stati Uniti, ove si spegne nel 1966.


Documenti relativi a Danio Ernesto:

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